HotellerieSuisse si oppone all’iniziativa del caos
HotellerieSuisse si esprime con fermezza all’iniziativa del caos e si impegnerà attivamente nella campagna referendaria per il suo rifiuto.
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Oggi HotellerieSuisse si è schierata contro l’iniziativa del caos («No a una Svizzera da 10 milioni»). L’approvazione dell’iniziativa avrebbe conseguenze di vasta portata per il ramo alberghiero e l’intero turismo. Di fatto, essa accetta la cessazione della libera circolazione delle persone con l’UE, mettendo così a rischio il reclutamento di personale qualificato, l’accessibilità della Svizzera e la sicurezza di pianificazione per le strutture ricettive.
La Conferenza delle associazioni regionali di HotellerieSuisse, composta dal comitato esecutivo così come dalle presidenti e dai presidenti delle associazioni regionali, oggi si è schierata all’unanimità contro l’«iniziativa del caos» per la votazione federale del 14 giugno. L’iniziativa chiede di limitare la popolazione residente permanente a un massimo di 10 milioni di persone. Se questo obiettivo non viene raggiunto, dovrebbero essere disdetti importanti accordi internazionali, in particolare la libera circolazione delle persone con l’UE.
Pianificazione caotica con conseguenze di vasta portata
L’associazione ne è convinta: l’iniziativa crea incertezza giuridica e caos nella pianificazione senza proporre soluzioni realistiche e attuabili. Disposizioni rigide a livello costituzionale lascerebbero in sospeso questioni fondamentali e comporterebbero notevoli rischi per l’economia e la società. Per il turismo, in quanto ramo d’esportazione interconnesso a livello internazionale, gli effetti sarebbero particolarmente evidenti. Condizioni quadro affidabili e relazioni stabili con i principali partner, in particolare con l’Unione europea, sono indispensabili per il settore ricettivo.
La carenza di personale qualificato si aggraverebbe ulteriormente
Circa il 30% del personale del settore alberghiero e della ristorazione proviene dall’area UE/AELS. Il settore turistico dipende quindi dal reclutamento di lavoratori e professionisti qualificati provenienti da questi Paesi. L’abolizione della libera circolazione delle persone renderebbe molto più difficile il reclutamento e aggraverebbe l’attuale carenza di personale qualificato. I posti vacanti non potrebbero più essere occupati nella misura necessaria. «Ciò si ripercuoterebbe direttamente sugli ospiti alberghi, ristoranti e altre strutture turistiche dovrebbero limitare la loro offerta e i propri orari di apertura. Ne risentirebbero la qualità del servizio, la varietà dell’offerta e la competitività», spiega Chrisitan Hürlimann, direttore di HotellerieSuisse.
L’accessibilità della Svizzera sarebbe compromessa
Con la disdetta della libera circolazione delle persone si presume inoltre che la Svizzera non potrebbe più far parte dello spazio Schengen. Ciò significherebbe reintrodurre controlli sistematici alle frontiere, con lunghi tempi di attesa per gli ospiti provenienti dall’Europa e da Stati terzi. Se la Svizzera non dovesse più partecipare al sistema Schengen, i viaggi comporterebbero oneri amministrativi maggiori a causa delle nuove disposizioni in materia di visti. Ciò potrebbe compromettere l’attrattiva della Svizzera in determinati mercati lontani come gli Stati Uniti o gli Stati del Golfo. Soprattutto in bassa stagione, gli ospiti provenienti da questi mercati rivestono un ruolo importante per la domanda turistica.
È in gioco l’immagine internazionale come destinazione turistica
Il turismo svizzero è fortemente caratterizzato dalla sua fama internazionale di destinazione aperta, facilmente accessibile e affidabile. «L’accettazione dell’iniziativa potrebbe influire sulla percezione della Svizzera all’estero e indebolire il posizionamento nella concorrenza internazionale», afferma Martin von Moos, presidente di HotellerieSuisse. Già oggi all’estero si percepisce sporadicamente che la Svizzera si sta isolando sempre più.
L’associazione partecipa in modo tangibile alla campagna referendaria
HotellerieSuisse si impegnerà attivamente prima della votazione e si mobiliterà per il NO in tutti i suoi canali di comunicazione. Insieme ad altri attori lungo la catena di creazione del valore turistico, l’associazione illustrerà gli effetti concreti dell’iniziativa su aziende, personale, ospiti e popolazione. L’obiettivo è in particolare sensibilizzare le fasce della popolazione affini al turismo sull’importanza di condizioni quadro stabili, personale qualificato garantito e relazioni internazionali funzionanti. L’associazione contribuirà così a un dibattito oggettivo e basato sui fatti.