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«No Billag» è la strada sbagliata

05.01.2018

Il Comitato esecutivo di hotelleriesuisse è contrario all’iniziativa «No Billag»: intende così lanciare un segnale in favore del pluralismo mediatico in Svizzera e delle rispettive caratteristiche regionali. Appoggia invece il «nuovo ordinamento finanziario 2021».

L’iniziativa popolare «No Billag», che chiede l’abolizione del canone radiotelevisivo, avrebbe pesanti ripercussioni sul pluralismo mediatico. Minaccerebbe infatti l'esistenza stessa non solo delle principali emittenti radiotelevisive di servizio pubblico ma anche di 34 reti radiofoniche e televisive regionali. Queste emittenti sono in parte finanziate grazie al canone di ricezione e contribui-scono a diversificare il panorama mediatico a livello regionale. L’accettazione dell’iniziativa metterebbe a rischio in particolare le minoranze linguistiche e le regioni periferiche e di montagna. La SRG SSR, con il suo bacino d’utenza a livello svizzero, fornisce un importante contributo alla coesione del nostro Paese garantendo una copertura imparziale dell’attualità. Le emittenti private perseguono prevalentemente interessi commerciali e si limiterebbero a offrire trasmissioni sportive e d'intrattenimento. «Le trasmissioni dedicate al turismo o alla cultura, destinate al segmento degli ospiti svizzeri e stranieri, non avrebbero più la possibilità di andare in onda su piattaforme adeguate», afferma il presidente dell’Associazione Andreas Züllig. Infine non è da escludere che, in futuro, l'offerta delle emittenti private finisca per costare di più agli utenti. Per tutti questi motivi, il Comitato esecutivo di hotelleriesuisse propone di respingere all'unanimità l’iniziativa in votazione il 4 marzo 2018.

Il Comitato esecutivo si è inoltre dichiarato favorevole al «nuovo ordinamento finanziario 2021». Il progetto propone di prorogare di 15 anni, fino al 2035, la facoltà della Confederazione di riscuotere l’imposta federale diretta e l’imposta sul valore aggiunto. Dato che queste imposte rappresentano oltre il 60 per cento delle entrate federali, in caso di bocciatura lo Stato non sarebbe più in grado di adempiere i suoi compiti nella misura attuale, nemmeno nel settore turistico e alberghiero. L'Associazione ha quindi deciso di assumersi la propria responsabilità politica e di rispondere con un chiaro sì alle urne.

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