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CET-N rafforza la libertà imprenditoriale e la competitività

16.08.2017

Nella sua seduta di ieri, la Commissione dell’economia e dei tributi del Consiglio nazionale (CET-N) ha accolto la mozione Bischof «Vietare le clausole di parità tariffaria stabilite dalle piattaforme di prenotazione online a scapito degli albergatori». Così facendo segue l’esempio del Consiglio degli Stati e lancia un segnale a favore della libertà imprenditoriale e della competitività internazionale del settore alberghiero svizzero. hotelleriesuisse e GastroSuisse invitano il Consiglio nazionale a fare propria la raccomandazione della CET-N.

L’attuale forte limitazione della libertà imprenditoriale impone l’accettazione della mozione Bischof. «Gli albergatori devono potersi riappropriare della politica dei prezzi», ribadisce Andreas Züllig, Presidente di hotelleriesuisse. «È inammissibile che le piattaforme di prenotazione online sfruttino il loro potere di mercato a discapito degli imprenditori». Senza potere discrezione nel fissare i prezzi, la dipendenza degli albergatori svizzeri dalle piattaforme di prenotazione online (OTA) crescerà ulteriormente. «L’esempio della Germania dimostra che un maggior margine d’azione degli albergatori nell'ambito dei prezzi è a tutto vantaggio degli ospiti», sottolinea Züllig. Per Casimir Platzer, Presidente di GastroSuisse, l’accettazione della mozione è indispensabile soprattutto per le aziende a conduzione familiare, indipendenti. «Il divieto delle clausole di parità tariffaria consentirà loro di incrementare la distribuzione diretta tramite prenotazioni online. In tal modo ridurranno le spese di distribuzione, fatto non irrilevante visti i margini comunque ridotti».

La pressione internazionale sulla piazza svizzera è cresciuta ulteriormente. Nel marzo 2017 il Consiglio degli Stati ha accettato la mozione Bischof, ed il 3 agosto 2017 l’Italia ha vietato le clausole di parità tariffaria stretta. Grazie alle nuove disposizioni in materia, Germania, Francia, Austria e Italia, ossia tutti i principali concorrenti del turismo svizzero, godono ora di piena libertà nel fissare i loro prezzi su tutti i canali – un forte vantaggio concorrenziale rispetto all’albergheria svizzera. In un sondaggio condotto tra i membri di hotelleriesuisse, il 69 per cento degli interpellati ha confermato questa problematica.

Mediante le «clausole di parità tariffaria stretta», i contratti per adesione vietano agli albergatori di proporre sulla pagina Web del proprio albergo offerte più vantaggiose rispetto alle pagine delle OTA. Scopo della mozione Bischof è il divieto delle clausole di parità tariffaria stretta. Il grosso delle prenotazioni viene ormai effettuato tramite le OTA. Nel 2016 le prenotazioni registrate dalle OTA sono cresciute del 32 per cento. La sola Booking.com domina il mercato con una quota del 73 per cento. Nonostante la decisione COMCO dell’ottobre 2015, grazie ai contratti per adesione le OTA continuano a sfruttare, consolidandola, la loro posizione dominante sul mercato ed a riscuotere laute commissioni. Nel 2016 le OTA hanno incassato commissioni di ben 150 milioni di franchi – esentasse. L’accettazione della mozione Bischof rafforzerà la distribuzione diretta e ridurrà il consistente deflusso del potere d’acquisto.
 

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