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hotelleriesuisse dice SÌ al progetto AVS-riforma fiscale

Berna, 27.03.2019

La direzione dell’associazione hotelleriesuisse appoggia il progetto AVS-riforma fiscale che il prossimo 19 maggio verrà sottoposto alla votazione del popolo. Sebbene la parte AVS costituisca una sfida per il settore, hotelleriesuisse aderisce al progetto in linea con la sua responsabilità sul piano politico-nazionale. È in gioco l’attrattività della piazza fiscale svizzera.

Rafforzamento della piazza fiscale svizzera
Il progetto AVS-riforma fiscale prevede per tutte le imprese una tassazione secondo le stesse regole. Così si intende mantenere l’attrattività della Svizzera quale piazza fiscale, rafforzare l’accettazione del sistema fiscale a livello internazionale e garantire il futuro gettito fiscale di Confederazione, Cantoni e Comuni.
Per hotelleriesuisse il progetto costituisce un compromesso imprescindibile, peraltro ampiamente sostenuto dall’economia nonché dai Cantoni e dai Comuni. In alcuni Cantoni, gli alberghi potrebbero persino usufruire di una riduzione della rispettiva imposta sugli utili.
Se il progetto venisse respinto, il turismo d’affari risentirebbe sempre più della pressione causata dalla partenza di imprese private dei loro privilegi fiscali.
In caso di accettazione, la parte AVS – che purtroppo non contempla cambiamenti strutturali – comporterà maggiori costi per l’albergheria. Nel contesto della futura consultazione del progetto AVS21, hotelleriesuisse caldeggerà perciò efficaci misure di risanamento non solo sul lato dei costi ma anche su quello delle prestazioni. Essendo l’AVS legata alla riforma fiscale, il progetto AVS-riforma fiscale andrà comunque accettato in toto per far sì che la piazza fiscale svizzera continui ad essere attrattiva.

L’associazione raccomanda il SÌ alla revisione della legge sulle armi
Già lo scorso mese di febbraio 2019 la direzione dell’associazione aveva raccomandato l’accettazione della revisione della legge sulle armi che, il 19 maggio, sarà pure sottoposta al popolo. Solo in caso di “sì”, l’appartenenza della Svizzera a Schengen e all’Unione europea dei visti sarà garantita. L’uscita, per contro, risulterebbe in un grave pregiudizio per il turismo svizzero e minaccerebbe la libertà di viaggio.

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