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Le cifre positive del 2018 offuscano le odierne sfide del settore

Berna, 26.02.2019

Lo sviluppo positivo dei pernottamenti del 2018 fa tirare un sospiro di sollievo al settore alberghiero. Tuttavia, le condizioni quadro per uno sviluppo positivo e sostenibile del turismo danno al momento da pensare al settore.

Cauto ottimismo nonostante una situazione degli utili ancora difficile
Stando a quanto mostrano le cifre pubblicate oggi dall’Ufficio federale di statistica (UST), il settore alberghiero si trova attualmente in una fase di alta congiuntura relativamente ai pernottamenti. L’aspetto positivo riguarda l’aumento in pari misura del numero degli ospiti dal nostro Paese (2,9 %) e dall’estero (4,5 %). Va in particolare evidenziato che le cifre si sviluppano positivamente anche nelle regioni di campagna e di montagna, quindi nei territori fortemente colpiti dal cambiamento strutturale. Non da ultimo, anche le fantastiche condizioni meteorologiche del 2018 hanno contribuito a questo sviluppo. In tutta questa euforia occorre sottolineare che l’aumento della competitività è in parte dovuto agli adeguamenti dei prezzi. I prezzi alberghieri si sono attestati nel 2018 a circa il 5% al di sotto del livello del 2010 e i fatturati a pernottamento sono in calo da 10 anni. Considerato che la struttura dei costi lascia poco margine di manovra a tanti esercizi, la situazione degli utili è peggiorata. Negli ultimi 10 anni, in alcuni di loro, i margini hanno subito un crollo di fino al 15%. Quindi, non in tutti gli esercizi la ripresa si è pienamente attuata.

Penalizzazione incombente a causa dell’accordo di Schengen a rischio

Se si guarda oltre i confini nazionali, si percepiscono delle preoccupazioni per il settore. La Gran Bretagna si conferma il terzo mercato di sbocco più importante del settore alberghiero. Occorre tenere in grande considerazione lo scenario di una Brexit incontrollata e quindi le insicurezze economiche che ne scaturiscono. Ancora più decisiva per lo sviluppo turistico della Svizzera è la sua adesione a Schengen e la conseguente appartenenza all’Associazione Visa europea. Se la Legge sulle armi riveduta verrà respinta a maggio, il settore sarà gravemente a rischio, il che significherebbe per il turismo svizzero una perdita di entrate stimata di mezzo miliardo di franchi. Infatti, se le procedure per il visto ai turisti dai mercati lontani si complicano, allora essi minacciano di tralasciare la Svizzera nei loro viaggi in Europa. Le ricadute sarebbero particolarmente pesanti, in quanto il numero crescente di ospiti dai mercati lontani contribuisce notevolmente a compensare il massiccio crollo di ospiti europei degli ultimi dieci anni.

La piazza turistica svizzera non dev’essere indebolita
Anche sulla scena politica interna il settore sta affrontando delle sfide. Il Consiglio federale ha recentemente approvato un messaggio sulla promozione economica per il periodo 2020-2023. Nonostante un’argomentazione fondata sui quattro strumenti di promozione turistica, il Consiglio federale non ha affrontato le richieste del settore. hotelleriesuisse e le altre associazioni turistiche si appellano al Parlamento affinché le loro esigenze vengano considerate per non indebolire ulteriormente la piazza turistica svizzera.

Il personale qualificato resta centrale per assicurare la qualità svizzera
Tuttavia, prescindendo dai fattori citati, la qualità del settore alberghiero svizzero è un elemento chiave per il successo. Per assicurare durevolmente questa qualità, il settore dipende dal personale qualificato e dai giovani professionisti con una buona formazione. Il settore, pertanto, deve impegnarsi al massimo per far sì che le condizioni di lavoro e il sistema formativo siano concepiti in modo tale da accaparrarsi e mantenere personale qualificato e talenti.

Ulteriori link / allegati

•    Il settore alberghiero in Svizzera – cifre e fatti 2018

 

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