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Il Consiglio degli Stati impedisce il cambiamento strutturale nell’albergheria

Berna, 15.03.2017

In data odierna, il Consiglio degli Stati ha respinto la mozione «Cambiamento di destinazione delle strutture ricettive organizzate. Niente mezze misure!». In questo modo mantiene in essere una regolamentazione che, de facto, impedisce agli alberghi non redditizi di uscire dal mercato. Il settore ricettivo deplora la decisione che contrasta con le esigenze del mercato.

Dall’entrata in vigore della legge sulle abitazioni secondarie soltanto il 50 per cento della superficie degli alberghi non redditizi può essere trasformato in seconde residenze. L'uso del rimanente 50 per cento risultando difficoltoso, l’attuazione della regolamentazione vigente è pressoché impossibile: in molti comuni alpini non esiste alcuna domanda di abitazioni primarie o l’offerta è persino eccedente. Ecco perché per gli alberghi interessati – spesso da generazioni di proprietà della stessa famiglia – l'attuale regolamentazione costituisce un enorme ostacolo all’uscita dal mercato. E ciò a dispetto del fatto che dal 2008 si assista ad un ulteriore inasprimento dei cambiamenti strutturali che attanagliano l’albergheria svizzera da decenni. 

La mozione del consigliere degli Stati Beat Rieder postulava perciò la possibilità di trasformare integralmente gli alberghi non redditizi in seconde residenze e avrebbe creato le migliori condizioni quadro possibili pur senza minare lo spirito dell’iniziativa sulle abitazioni secondarie: trattandosi di strutture architettoniche già esistenti – per lo più nel centro di paesini – sarebbe stato posto un freno all’ulteriore cementificazione del paesaggio. Oltre a ciò, il cambiamento di destinazione di un’azienda ricettiva in abitazioni secondarie è soggetto a condizioni molto severe. Per le famiglie interessate, il cambiamento di destinazione sarebbe risultato nello sgravio di una situazione finanziaria pesante.

Il Consiglio degli Stati ha perso l’occasione di creare una soluzione equilibrata per le strutture ricettive non redditizie offrendo agli alberghi interessati una buona possibilità di uscire dal mercato. hotelleriesuisse, Parahotellerie Schweiz, GastroSuisse e la Federazione svizzera del turismo prenderanno però in parola il Consiglio degli Stati che ha promesso, a quattro anni dall’entrata in vigore, di sottoporre la legge ad un approfondito riesame.

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