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L’economia combatte l’iniziativa estrema dei Verdi

Berna, 08.09.2016

L’iniziativa «Economia verde» provocherebbe un brusco cambiamento dell’economia e della società. In particolare nei settori dell’alloggio, dell’alimentazione e della mobilità, le imprese e i consumatori sarebbero confrontati a restrizioni massicce. Il margine di manovra delle imprese diminuirebbe, la burocrazia aumenterebbe nettamente, i prodotti e i servizi rincarerebbero. Gli ambienti economici raccomandano di respingere fermamente l’iniziativa estrema dei Verdi.

Le imprese svizzere sostengono l’obiettivo di un’attività economica rispettosa dell’ambiente. Risparmiare le risorse è indispensabile per evitare dei costi e ottenere un vantaggio competitivo rispetto ai concorrenti. Questo è decisivo soprattutto in Svizzera, una delle piazze di produzione tra le più care al mondo. In queste condizioni, non sorprende che la Svizzera figuri regolarmente in buona posizione in numerose graduatorie internazionali in materia di sostenibilità, ciò di cui siamo fieri.

Ulteriori “restrizioni verdi” minaccerebbero il successo della Svizzera

L’iniziativa «Economia verde» minaccia il ruolo di pioniere e di campione del mondo dell’innovazione. Gli autori dell’iniziativa vertono sugli strumenti sbagliati (economia pianificata), su un sistema inadeguato (impronta ecologica) e fissano un calendario troppo rigido. Una riduzione del consumo svizzero di energia e di materie prime entro il 2050 di oltre due terzi richiederebbe misure vincolanti radicali, prescrizioni rigide in materia di produzione, nuove imposte e aumenti di prezzo in numerosi settori. Con l’iniziativa radicale dei Verdi, la Svizzera andrebbe a finire in un vicolo cieco. Questo progetto minaccerebbe gli accordi di libero scambio, consoliderebbe i prezzi elevati e metterebbe in pericolo la piazza economica e i suoi impieghi.
 

I rappresentanti dell’economia mettono in guardia contro questa iniziativa estrema

Il Consiglio federale, l’Ufficio federale dell’ambiente e vari esperti ritengono che l’iniziativa vada troppo oltre e che non sia “realizzabile”. Di fatto, l’iniziativa comporterebbe dei cambiamenti profondi nel comportamento e nelle abitudini dei consumatori – in particolare in materia di alloggi, alimentazione e trasporti – che colpirebbero direttamente tutte le imprese e i consumatori. I presidenti dei principali settori interessati spiegano per quale motivo gli ambienti economici si oppongono a un’imposizione inutile dei Verdi e all’economia pianificata della sinistra:

Heinz Karrer, presidente di economiesuisse: «L’iniziativa provocherebbe una riforma strutturale radicale che minaccerebbe l’esistenza a lungo termine della piazza industriale svizzera. I trasferimenti della produzione all’estero non vanno nel senso della salvaguardia dell’ambiente, tanto più che le leggi in vigore all’estero sono spesso meno severe che in Svizzera».

Hans Egloff, presidente dell’Associazione Svizzera dei Proprietari Fondiari (APF): «I proprietari immobiliari investono personalmente miliardi di franchi per rinnovare degli edifici. Non è necessario introdurre delle misure vincolanti. In caso d’accettazione dell’iniziativa, numerosi Svizzeri si troverebbero confrontati a problemi finanziari e il classico sogno di avere una casa per sé diventerebbe irraggiungibile».

Isabelle Moret, presidente della Federazione delle Industrie Alimentari Svizzere: «Il Consiglio federale mette in guardia contro un aumento dei prezzi delle derrate alimentari per i consumatori. La carne e i prodotti lattieri sarebbero particolarmente colpiti, come pure i beni importati dall’Asia, dall’America e dall’Africa».

Thierry Burkart, vice-presidente del Touring Club Svizzero: «Un aumento delle tasse sui carburanti fossili colpirebbe tutti coloro che hanno bisogno di un’auto. I pendolari, le famiglie e tutte le persone che vivono in regioni di montagna o nelle regioni periferiche sarebbero particolarmente penalizzati. L’iniziativa farebbe emergere una società a due velocità».

Andreas Züllig, presidente di hotelleriesuisse: «Per il settore del turismo in generale e l’industria alberghiera in particolare, l’iniziativa consoliderebbe ulteriormente i prezzi elevati praticati in Svizzera. Essa aumenterebbe inevitabilmente i prezzi degli hotels e dei ristoranti. A seguito dei costi già attualmente elevati, la loro competitività diminuirebbe e i consumatori dovrebbero pagare di più per le loro vacanze».

 

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