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hotelleriesuisse è contraria all'iniziativa «accordi internazionali: decida il popolo!»

Berna, 02.05.2012

Il turismo svizzero necessita di condizioni quadro internazionali vantaggiose, in grado di rafforzare la competitività e di garantire i posti di lavoro. Per questo, come il parlamento, anche hotelleriesuisse è contraria all'iniziativa sugli accordi internazionali.

Il 17 giugno, il popolo svizzero è chiamato ad esprimersi sull'iniziativa popolare lanciata da ASNI «Per il rafforzamento dei diritti popolari in politica estera (accordi internazionali: decida il popolo!)». I promotori propongono di ampliare notevolmente il referendum obbligatorio per i trattati internazionali. hotelleriesuisse, l'associazione degli albergatori svizzeri, respinge l'iniziativa condividendo la posizione chiara del parlamento.

L'iniziativa danneggia la competitività del turismo svizzero

Il settore turistico, con il suo orientamento globale, beneficia di una fitta rete di accordi internazionali che favoriscono il necessario collegamento ai mercati di tutto il mondo. Questo intreccio acquista maggiore importanza sullo sfondo del franco forte. La futura competitività dell'economia svizzera, e quindi del turismo svizzero, dipende da condizioni quadro internazionali equilibrate. L'iniziativa avrebbe come conseguenza una considerevole limitazione della capacità di agire della Svizzera a livello di politica estera, con ripercussioni negative sull'intera economia delle esportazioni del nostro Paese e quindi sui posti di lavoro.

Il popolo partecipa già alle decisioni

Già oggi, l'adesione alle organizzazioni internazionali deve essere sottoposta al voto del popolo e dei Cantoni. Gli altri trattati internazionali sono soggetti al referendum facoltativo. L'approvazione dell'iniziativa significherebbe un numero eccessivo di ulteriori votazioni, anche su temi del tutto indiscussi. Tra l'altro diverrebbero obbligatorie anche le votazioni sugli accordi per i visti, il libero scambio e gli aspetti normativi. Questo processo rallenterebbe enormemente l'applicazione degli accordi. Inoltre, il popolo sarebbe chiamato a partecipare anche a otto votazioni in più all'anno. Per la confederazione, i cantoni e i comuni ciò significherebbe maggiori costi di circa 7,5 milioni di franchi per votazione.

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