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Il settore alberghiero sul banco di prova

Berna, 21.02.2012

Nel 2011 il settore alberghiero era alle prese con difficili condizioni quadro. Il forte franco, la congiuntura cagionevole in tutto il mondo ed il cattivo tempo durante i mesi di piena estate offuscavano sensibilmente il bilancio. Anche nell’anno in corso il forte franco darà probabilmente filo da torcere al settore. Misure quali la riduzione temporanea del tasso d'IVA per le prestazioni di alloggio darebbero un po' di respiro alle aziende.

Nel 2011 il forte franco ha lasciato tracce profonde nel settore alberghiero. Come previsto, soprattutto il comparto degli ospiti provenienti dall'Europa dovette fare i conti con perdite, registrando un calo della domanda del 7,3 per cento. Nell'insieme, il mercato svizzero rimase stabile segnando una lieve flessione pari allo 0,1 per cento. Complessivamente, le notti di pernottamento calavano del 2 per cento. «Per gli ospiti provenienti dallo spazio Euro la Svizzera è diventata nettamente più cara», commentava Guglielmo L. Brentel, presidente di hotelleriesuisse, nel contesto dell'odierna conferenza media tenutasi a Zurigo. Le cattive condizioni meteo in piena estate e l'arrivo tardivo della neve hanno gravato ulteriormente sulla domanda. Stando a Brentel, anche il forte franco contribuiva alla pressione sui prezzi. Ciò avrebbe comportato delle concessioni sui prezzi e, di conseguenza, dei cali di fatturato.

Andamento nelle regioni e a seconda delle stelle: differenze regionali e aziendali

Soprattutto il turismo del tempo libero ha risentito del forte franco. I Grigioni erano contraddistinti dal calo più marcato registrando un ribasso del 7,6 per cento, seguito dal Ticino con una flessione del 4,6 per cento e dal Vallese che segnava un calo del 4,4 per cento. Nella regione alpina, rispetto all'anno precedente la domanda complessiva è calata del 5,1 per cento. Le grandi città, percontro, registravano una crescita dello 1,6 per cento. Nei centri urbani il turismo d’affari, più resistente ai prezzi, riuscì ad ammortizzare le perdite perlomeno in parte. Confermando le attese, nel 2011 fra le categorie di stelle non vi erano vincitori netti. Con una flessione pari al 7,2 per cento le aziende a 5 stelle registravano la perdita più massiccia, seguite dalle aziende a 3 stelle con una diminuzione del 2 per cento. Le aziende a 4 stelle registravano un incremento dell'1,1 per cento. Complessivamente l'andamento era contraddistinto da grandi differenze regionali ed aziendali. A risentire della pressione erano soprattutto gli alberghi che da poco avevano effettuato degli investimenti e non riuscirono a realizzare la cifra d’affari preventivata.

Prospettive 2012: il forte franco continua a costituire una sfida

«La Svizzera è più attraente che mai», sottolineava Brentel commentando la stagione invernale in corso. Negli ultimi dieci anni il settore alberghiero ha investito oltre 10 miliardi di franchi migliorando nettamente lo standard di qualità. «Oggi, l’ospite riceve di più per il suo denaro», evidenziava Brentel. Il rapporto prezzo/prestazioni sarebbe assolutamente determinante e la consapevolezza degli ospiti verso i prezzi aumenterebbe ulteriormente. Da un punto di vista aziendale, il forte franco non solo costituirebbe un problema di prezzo per il settore ma inasprirebbe in primo luogo anche il problema dei costi. «Dobbiamo essere competitivi a prezzi del mercato mondiale ma operiamo con gli alti costi in Svizzera», precisava Brentel. Pertanto, favorendo prezzi d'acquisto conformi al mercato, l'associazione promuoverebbe un accordo di libero scambio nel settore agro-alimentare. Per compensare la perdita di margine perlomeno in parte, l'abbassamento temporaneo del tasso d'IVA per le prestazioni di alloggio dal 3,8 allo zero per cento sarebbe una misura auspicabile.

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